Nota del traduttore

Non immaginereste che strano sia per me voler assolutamente postare l’articolo di oggi: per anni ho risposto alle grida allarmate di chi mi metteva in guardia dai pericoli che la mia privacy stava correndo dicendo quanti riportato nel titolo – “Ma dai! Se non hai niente da nascondere cosa ti interessa? E poi basta farci un po’ di attenzione.”

WRONG!

Ho chiesto il permesso a Robin Doherty di tradurre questo suo articolo che ha obiettivamente scardinato la mia visione della privacy, spero di aiutare qualcun’altro a vedere le cose da un nuovo punto di vista.

p.s. Se avete buona padronanza dell’Inglese vi esorto caldamente a leggere direttamente la sorgente anziché la mia goffa traduzione (volutamente pedissequa), la trovate qui.

I governi di Australia, Germania, Regno Unito e quello USA stanno distruggendo la tua privacy. Alcune persone non vedono dove sia il problema…

“Non ho niente da nascondere, perché dovrebbe interessarmi?”

Non importa se tu non hai niente da nascondere. La privacy è un diritto garantito agli individui che da sostegno alla libertà di parola, associazione e assemblea; tutte essenziali per una società libera e democratica.

L’affermazione di alcuni politici per cui se “non hai niente da nascondere non hai niente di cui avere paura” decontestualizza volutamente la discussione.

L’argomento ci tocca tutti. Dobbiamo preoccuparcene.

Sostenere che non ti interessa il diritto alla privacy perché non hai niente da nascondere non è diverso da sostenere che non ti interessa la libertà di parola perché non hai nulla da dire.

— Edward Snowden

Privacy e libertà

La perdita di privacy conduce alla perdita di libertà.

La tua libertà di parola è minacciata dal controllo del tuo utilizzo di internet — i modelli di pensiero e le intenzioni posso essere estrapolate dai siti web che visiti (che possono farlo correttamente o meno) e la consapevolezza di essere controllato può renderti meno propenso a eseguire ricerche di determinati argomenti. Perdi quella prospettiva (quella che avresti altresì acquisito N.d.T.) e, così facendo, il risultato è che il tuo pensiero può essere spinto in una specifica direzione. In modo simile, quando quello che scrivi online, o quello che comunichi privatamente ad altri, è controllato e tu, come conseguenza operi un’auto-censura, gli altri perdono la tua prospettiva e lo sviluppo di idee future viene soffocato.

La tua libertà di associazione è minacciata dal controllo delle tue comunicazioni online e telefoniche, e la tua libertà di assemblea è minacciata dai sistemi di controllo della tua posizione nel tuo telefono cellulare. Possiamo permetterci di rischiare i benefici della libera associazione, i cambiamenti sociali ottenuti dagli attivisti e militanti o il diritto di protesta?

Queste libertà stanno venendo erose già adesso. Gli effetti peggioreranno nel tempo, in quanto ogni fallimento nell’esercizio delle nostre libertà si sovrappone al precedente e aumenta all’aumentare delle persone che ne provano gli effetti agghiaccianti.

 Aggregazione

Pezzi di informazioni che puoi non sentire la necessità di nascondere possono essere aggregati in un profilo parlante che potrebbe contenere informazioni che vuoi effettivamente tenere riservate.

In merito alla conservazione dei dati in Australia, abbiamo ceduto il nostro diritto alla privacy, ora condividiamo un costante flusso di:

  • dove andiamo
  • chi contattiamo e quando
  • e cosa facciamo su internet.

Con una piccola parte di questi dati, software acquistabile sul mercato e il loro tempo libero, i lettori delle ABC News hanno trovato la casa di Will Ockenden’s, il suo posto di lavoro e la casa dei suoi genitori.

L’intrusione diventa anche più spettacolare quando si considerano i dati di un’intera popolazione, gli enormi budget delle agenzie di intelligence Five Eyes, il progresso costante dell’intelligenza artificiale e le analisi big data.

Le tue interazioni col mondo intorno a te possono rivelare il tuo orientamento politico, il tuo credo religioso, i tuoi desideri, le tue simpatie, le tue condanne e cose su di te di cui non sei nemmeno a conoscenza (e potrebbero pure sbagliare).

Con una quantità sufficiente di dati e tempo, i tuoi comportamenti potrebbero essere addirittura previsti.

Effetti personali agghiaccianti

Quando realizzi la totalità del quadro che la sorveglianza di massa fa di te, cominci a cambiare i tuoi comportamenti — smetti di esercitare determinate libertà.

Potresti riflettere bene se:

  • contattare o incontrare persone (esercizio della libertà di associazione) che pensi potrebbero diventare “persone di interesse” per lo stato, o che pensi che gli algoritmi possano determinare come tali nel futuro, perché sai che il dato dell’associazione a loro è conservato per almeno due anni e potrebbe essere analizzato
  • congregarti nello stesso posto con un gruppo di queste persone (esercizione della libertà di assemblea). Parteciperesti a una marcia di protesta per chiedere provvedimenti per il cambiamento climatico sapendo di venire per sempre associato con quello che il governo Australiano chiama un movimento vigilante di sabotatori economici?
  • partecipare ad attività che potrebbero comprottermi nei dati — anche se sai di essere innocente. Questo potrebbe significare evitare di scrivere di particolari argomenti online o di visitare determinati siti o di comprare alcuni libri — esercizio della libertà di parola.

Effetti sociali agghiaccianti

Il risultato ottenuto combinando questi ripensamenti su un intero popolo ha un effetto agghiacciante su molte delle attività chiave di una democrazia ben funzionante  — fra gli altri attivismo, giornalismo e dissenso politico.

Beneficiamo tutti dei progressi che avvengono quando attivisti, giornalisti e la società nella sua interezza sono in grado di impegnarsi nella discussione e nel dissenso politico. Molti dei cambiamente positivi dell’ultimo secolo sono stati possibili solo grazie a queste libertà. A esempio, il referendum del 1967 sull’inclusione degli indigeni Australiani nel censimento e l’autorizzazione del governo federale di promuovere leggi di cui beneficiassero specificamente le popolazioni indigene, è stato possibile solo grazie al sostegno dell’attivismo degli anni 50 e 60.

Sfortunatamente stiamo già operando auto-censura. Secondo un sondaggio del 2013 di US writers dopo le rivelazioni sul regime di sorveglianza di massa del NSA, 1 su 6 ha evitato di scrivere di argomenti che pensava potessero sottoporlo a sorveglianza e un ulteriore 1 su 6 ha tenuto in considerazione la cosa.

Domandatevi: in ogni momento della storia, chi soffre di più per la sorveglianza immotivata? Non i privilegiati, ma i vulnerabili. La sorveglianza non ha a che fare con la sicurezza, riguarda il potere. Riguarda il controllo.

— Edward Snowden

Abuso e appropriazione indebita

Creando database e sistemi di facile accesso ad un così grande volume di informazioni personali sensibili aumentiamo la portata della sorveglianza di massa e di conseguenza la portata delle violazioni dei diritti umani.

La Germania dell’Est è stato l’esempio più estremo di uno stato di sorveglianza nella storia. La Stasi,  la sua nefanda agenzia di sicurezza, impiegava 90.000 spie e aveva una rete di almeno 174.000 informatori. La Stasi teneva cartelle meticolose di centinaia di migliaia di cittadini innocenti, incluse le “cartelle rosa” su persone credute omosessuali e utilizzava queste informazioni per molestare psicologicamente, ricattare e screditare i dissidenti. Ma questo succedeva prima di internet. Riflettendo sull’attuale sistema di sorveglianza di massa dell’NSA, un ex tenente colonnello della Stasi ha dichiarato: “per noi, questo sarebbe stato un sogno che si avverava”.

Al di là del rischio di una sistematica cattiva condotta di stato, in Australia sappiamo che 2500 ficcanaso che hanno accesso illimitato ai tuoi dati, possono essere soggetti a “curiosità professionale”, morale discutibile, e sono pur sempre esseri umani, per cui fanno errori e diventano vittime di ingegneria sociale, ricatto o corruzione.

Ciò è particolarmente pericoloso per le persone più vulnerabili. Ad esempio, chi ha un ex-compagno arrabbiato o violento, potrebbe essere messo in pericolo mortale lasciando che vengano messe le mani su così tanti dettagli della propria vita.

Assunzione dei rischi

Le nostre “vite digitali” sono lo specchio fedele delle nostre effettive vite. I nostri tracciati telefonici espongono dove andiamo e con chi parliamo e il nostro utilizzo di internet può rivelare quasi tutto su di noi e so ciò a cui teniamo.

Anche se ci fidiamo delle ragioni dei nostri attuali governi e di tutte le persone cui è garantito accesso ai nostri dati, stiamo comunque correndo un rischio incredibile. I sistemi di sorveglianza che fortifichiamo adesso potrebbero essere indebitamente acquisiti e abusati in qualsiasi momento dai futuri governi, agenzie di intelligence, agenti segreti e hackers in cerca di fortuna.

Più dati abbiamo, più devastante è il loro potenziale.

Erosione graduale

Ogni sistema di sorveglianza e intrusione che introduciamo erode la nostra privacy e ci spinge un passo più lontani da una società libera.

Anche se potresti non avere ancora notato l’impatto, la tua privacy è già stata erosa. Se continuiamo su questo attuale percorso, aggiungendo poteri al nostro sistema di sorveglianza, quella che una volta era la nostra vita privata sarà sferruzzata fino a scomparire e le nostre libertà, che diamo per garantite, cesseranno di esistere.

Con la tecnologia che avanza, si pone davanti a noi una scelta —  continuerà ad offrire complessivamente un beneficio alla società o permetteremo che venga utilizzata come uno strumento per un’intrusione totale nelle nostre vite?

Raramente la privacy si è persa con una sola picchiata. Solitamente viene erosa nel tempo, dissolvendone piccole parti quasi impercettibilmente finché non cominciamo finalmente a notare quanta se n’è andata.

Why Privacy Matters Even if You Have ‘Nothing to Hide’, Daniel J. Solove

Cosa succederà adesso?

I governi di Australia, Nuova Zelanda, Canada, Stati Uniti e altri sono in procinto di compiere un grande passo nella direzione sbagliata con il Trans-Pacific Partnership (TPP). L’EFF spiega perché il TPP è un enorme minaccia alla tua privacy e ad altri diritti.

Original article by Robin Doherty (http://robindoherty.com/2016/01/06/nothing-to-hide.html)

Feature image: Window – by Geoffrey Whiteway (https://freerangestock.com/view_photog.php?photogid=1254)